Fondato nel 1952 dalla visionaria Gaby Aghion, il brand ha lanciato il prêt-à-porter di lusso e si è imposto negli anni come modello di una femminilità romantica, sofisticata, ma anche rock e indipendente.
Con il desiderio di dar vita a una nuova idea di femminilità, Gaby Aghion fondò nel 1952 la casa di moda Chloé. La nascita della maison, il cui nome è ispirato a una delle sue amiche, ha marcato un punto di svolta nella storia della moda, portando per la prima volta in passerella il prêt-a-porter. L’idea ispiratrice di Aghion era quella di creare una linea di abiti adatti a donne in carriera, che non potevano permettersi l’haute couture ma che non volevano rinunciare a stile ed eleganza, con linee che spezzassero la rigidità dei modelli anni ’50.
«Voleva abiti in cui le donne potessero vivere e lavorare. Vedeva le donne per come sono al giorno d’oggi, ma eravamo negli anni Cinquanta ed erano poche le lavoratrici. Aveva una percezione della donna ben diversa da quella che era invece la visione più comune a quell’epoca»
ha dichiarato il figlio Philippe Aghion.
Da qui nacque la prima collezione, presentata nel 1957 al Café de Flore.
Esordi: dalla nascita a Lagerfeld
A partire dall’esordio, il brand ha vissuto una crescente popolarità, determinata anche ma non solo dalla scelta strategica di rendere sempre ben visibile l’etichetta degli abiti esposti nelle boutique. Decisivo per lo sviluppo del marchio è stato l’arrivo di Karl Lagerfeld come direttore creativo nel 1964. Lo stilista è rimasto al timone di Chloé fino al 1984: nel corso di questo ventennio, il brand ha assunto un ruolo di primo piano nella definizione delle linee caratteristiche della moda anni ’70. Giocando con linee e texture, scegliendo abiti leggeri con pizzi e sete, Lagerfeld ha contribuito a costruire un’idea di femminilità morbida, indipendente, romantica, sofisticata e a caratterizzare l’anima boho-chic di Chloé. Segno della grande fama del brand sono le sue clienti in questo periodo: Jackie Kennedy, Brigitte Bardot, Maria Callas e Grace Kelly.

dell’estetica anni Settanta. © Chloé

per la collezione dedicata al tema del cucito. © Chloé
Nuova vita con Stella
Dopo il passaggio di Lagerfeld a Chanel, la maison ha vissuto una fase di difficoltà ed è stata venduta al gruppo Dunhill Holding P.L.C. – ora Richemont Group. A segnare il ritorno in auge nel 1987 è l’arrivo dell’allora venticinquenne Stella McCartney. La stilista ha aggiunto all’identità del brand un tocco più cool, rock e sensuale. Sotto la sua direzione creativa, il marchio è sbarcato sui red carpet e ha conosciuto una forte diffusione tra i vip più in voga del momento, da Kate Moss ai Beatles.



ai VH1/Vogue Fashion Awards. © British Vogue

Il connubio tra eleganza parigina e charme inglese si consolida negli anni successivi, in cui si avvicendano direttrici creative britanniche come McGibbon nel 2006, che porta avanti una linea all’insegna della morbidezza e della raffinatezza, e Keller nel 2011, le cui collezioni si contraddistinguono per ricercatezza e disinvoltura.
Nella storia più recente del brand, che ha perso la sua fondatrice Gaby Aghion nel 2014, la caratteristica sofisticatezza femminile ha accolto le suggestioni di questioni attuali e sentite. La stilista francese Natacha Ramsay-Levi, direttrice creativa dal 2014, ha portato nel brand ispirazioni tratte dal mondo dell’arte e dell’attivismo, creando una linea di t-shirt con slogan femministi. La direttrice Gabriela Hearst, arrivata nel 2021, ha puntato fortemente sulla sostenibilità, aprendo all’utilizzo degli scarti della vecchia collezione, puntando sul lino al posto del cotone e introducendo la pelle vegana.



Ritorno alle origini
Oggi alla guida di Chloé c’è Chemena Kamali, che proprio qui aveva iniziato la sua carriera nella moda. La stilista ha mantenuto una continuità con la caratteristica femminilità bohemién e disinvolta, senza rinunciare a un tocco più deciso e accattivante. Il suo intento è quello di «riportare la maison alla sua essenza», come dimostrano i richiami all’estetica anni ’70, la morbidezza degli slip dress e i tessuti leggeri utilizzati.


Partendo dalla rivoluzionarietà del ready to wear, la maison ha continuato a evolversi nel corso dei decenni fondendo la sua anima raffinata ed elegante con le questioni e i temi della modernità, facendosi portavoce di un’idea del femminile sofisticata, raffinata, indipendente e moderna.

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